Roma
Decennale dell'AIPsi
16 Novembre 2002
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I nuovi disagi della civiltà: le patologie del benessere

Simona Argentieri

Nel lontano 1929 Sigmund Freud scrive il suo celebre saggio "Il disagio della civiltà", nel quale indica quale causa del malessere del nevrotico e dell'uomo comune i "sacrifici pulsionali" che impone la convivenza civile. Ma, col mutare dei tempi, tale formula esplicativa si rivela inadeguata, particolarmente nella nostra cosiddetta cultura occidentale avanzata.

Oggi nessuno si fà carico di porre limiti alle nostre pulsioni sessuali ed aggressive, ed anzi l'autostima dei singoli è spesso correlata alla capacità di godere e di affermare se stessi. Peraltro, non sembra che riusciamo ad essere più felici. Paradossalmente, la libertà dai vincoli repressivi si coniuga con l'affievolimento delle passioni, con il prevalere indiscriminato della rabbia narcisistica a spese delle altre emozioni.

Nuove forme di malessere, di nevrosi, psicosi, perversione, di 'normale' infelicità serpeggiano nella coppia, nella famiglia, nella definizione dell'dentità di genere sessuale, nelle relazioni sociali, nelle scelte professionali, nell'organizzazione stessa dei ritmi e dei processi di pensiero.

Eppure, gli strumenti psicoanalitici possono ancora farci comprendere il senso di tali cambiamenti epocali e al di qua dell'esercizio clinico psicoterapeutico possono aiutarci a trovare in tutti coloro che sono consapevoli del 'malessere' della civiltà moderna, non dei futuri pazienti, ma degli autentici interlocutori.