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Volume 8, Numero 1
Gennaio - Giugno 2004


Sull'inconsolabilità.
Edward M. Weinshel


RIASSUNTO

Il lavoro esamina il tema della inconsolabilità emerso nell'analisi di alcuni pazienti, la cui caratteristica è di non voler essere consolati e confortati, per lo meno consciamente e che, in effetti, assumono una decisa presa di posizione contro ogni tentativo di alleviare la loro afflizione e infelicità.

A volte - suggerisce l'Autore - essa sembra possedere la struttura e la genesi di un sintomo; altre volte quella di un umore o del processo di lutto. In alcuni casi, gli elementi difensivi sono più cospicui; in altri, l'inconsolabilità sembra essere il punto nodale di una complessa struttura caratteriale.

L'Autore - a partire dalla presentazione di due casi clinici - pur sostenendo l'inesistenza di un quadro clinico prestabilito della inconsolabilità, osserva come - in tali casi - ricorrano con una certa frequenza alcune caratteristiche abituali.

Sottolinea poi l'evidenza del ruolo giocato sia dalle componenti pregenitali, sia da quelle edipiche nel mantenimento dell'inconsolabilità: a tal proposito, suggerisce come una comprensione ulteriore di queste interrelazioni potrebbe fornirci una migliore conoscenza di una serie di quadri clinici "atipici" che spesso frustrano i nostri tentativi di diagnosi e di classificazione.